"Metto fuori classifica io, Pelè e Maradona perchè calcisticamente siamo tre extraterrestri".
"Sognavo di morire sul campo, con la maglia del Verona addosso".
"Ho un unico rimpianto: essermi tagliato i capelli alla Juve: ma ero troppo giovane, non avevo la forza di ribellarmi agli Agnelli".
"Prima della gara Valcareggi mi dice: “Zigo, oggi non giochi”. Non c’era nulla da fare, dovevo andare in panchina, e visto che era una giornata molto fredda decisi di andare in campo con la pelliccia ed il cappello. Entrai in campo e ci fu un boato".
Basterebbero queste poche frasi per capire che tipo è Gianfranco Cesare Battista Zigoni, ma non basterebbero 10 pagine per comprendere i motivi e il contesto che stanno dietro ad un personaggio unico del calcio italiano.